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venerdì 4 dicembre 2015

A TE, MAMMA...SOSTANZA DEI GIORNI MIEI







Mancano pochi minuti al 5 dicembre...
al tuo compleanno mamma. Sono qui ad aspettare la mezzanotte per farti arrivare i miei auguri ovunque tu sia.
Voglio regalarti il mio sorriso il giorno del tuo compleanno.
Quel sorriso che tutti mi dicono sia il tuo.
Da quando sei volata in cielo sono successe tante cose. La mia vita è stata un cambiamento unico e il dolore immenso. Ma forse tu te ne sei andata silenziosa e sorridente per far si che tutto ciò mi facesse crescere come mai. Per far si che diventassi forte. Per far si che commettessi errori ma che capissi gli sbagli. Per far si che iniziassi a lottare e a graffiare la vita per conquistarmi il mio posto nel mondo. Per far si che iniziassi ad amarmi e a combattere.
Ora lo sto facendo, lo sto facendo davvero. E nonostante il dolore e lo sconforto siano forti, non mi arrendo.
Come potrei dopo aver visto per anni lottare te con il sorriso? come potrei dopo tutto il dolore che la malattia ti ha portato? E nonostante tutto ciò, anche l'ultimo volta che ti ho visto, tu sorridevi. Tu hai dato la forza a noi di combattere, ed eri tu quella che soffriva di più.
Mamma, tu hai creato una famiglia unita e meravigliosa e non voglio mai che questo si perda. Staremo sempre vicini io, papa', Auri e Paola. E ovviamente tu sei con noi.
So che vegli sempre su di noi...anche se a volte corro ancora in camera tua quando provo un vestito nuovo perché immagino tu sei li per vedermi. Anche se mi mancano le cotolette di melanzane. Mi mancano le tue mani premurose a districare i miei capelli. Le nostre passeggiate al mercato. Le vacanze felici. Il tornare a casa e raccontarti del lavoro. Il profumo delle tue torte. Manchi mamma.
Come manchi a tantissima gente, perché tu eri e sei speciale. Sei il mio mito e lo sarai sempre.
Avrei mille cose da scrivere, ma adesso preferisco fermarmi qui e celarle nel mio cuore.
Il mio regalo per questo tuo compleanno è quello di prometterti che ce la farò! Diventerò una persona forte e migliore. Me l'hai insegnato tu: "coraggio, forza, umiltà, generosità e soprattutto tanto cuore"!

Ti sorrido.

Auguri mamy, ti voglio bene.

La tua bambina




Mamma non potevi che andartene il giorno dei santi … i santi non sono solo coloro che compiono grandi opere, ma coloro che nella vita di tutti i giorni con piccoli gesti arricchiscono questo mondo..
E tu mamma, di gesti ne hai fatti tanti…lo dimostrano le persone che ti sono venute a salutare … nei loro occhi abbiamo visto tanta tristezza perché tu hai sempre dato tanto a tutti con un gesto, una parola di conforto, un pranzo offerto con generosità. Chi potrebbe dimenticarsi le tue torte?
Hai vissuto la vita con coraggio e amore … fino all'ultimo sei stata una guerriera.. Sarai sempre il nostro punto di riferimento e noi continueremo ad affrontare la vita mettendo in pratica ciò che ci hai trasmesso: coraggio, umiltà, generosità e tanto cuore..
Tu non sei assente, non ci lasceresti mai. Forse, sei solo invisibile, ma i tuoi occhi pieni di affetto sono sicuramente su di noi..
Stai vicino a papà e a tutti noi perché abbiamo ancora troppo bisogno di te … ci mancherai tanto … un vuoto incolmabile …
Mamma fatti sentire.. ti aspettiamo sempre uniti e sempre insieme …
Sarai per sempre il nostro angelo


Con amore immenso
La tue figlie



La morte non è niente. Sono solamente passato 
dall'altra parte: è come fossi nascosto nella 
stanza accanto. 
Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che 
eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. 
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, 
che ti è familiare; parlami nello stesso modo 
affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare 
tono di voce, non assumere un'aria solenne o
triste. Continua a ridere di quello che ci faceva 
ridere, di quelle piccole cose che tanto ci 
piacevano quando eravamo insieme. 
Prega, sorridi, pensami! 
Il mio nome sia sempre la parola familiare di 
prima: pronuncialo senza la minima traccia
d'ombra o di tristezza. 
La nostra vita conserva tutto il significato che 
ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una 
continuità che non si spezza. Perché dovrei 
essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono 
lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro 
l'angolo. 
Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio
cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. 
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi 
ami: il tuo sorriso è la mia pace.




Mamma ti amo.

martedì 17 novembre 2015

IL VALORE DEL PERDONO

Non è possibile amarsi e separarsi. Si vorrebbe che fosse possibile. Si può trasformare l'amore, ignorarlo, sprecarlo ma non si può estirparlo dall'anima. Lo so per esperienza che i poeti hanno ragione: l'amore è eterno.



Stasera un post altamente riflessivo che nasce dal vissuto personale, da riflessioni, da letture che mi hanno condotto qui, a scrivere queste parole, riprendendo in particolare un articolo di giornale che il destino ha voluto capitasse tra le mie mani, in questo momento tormentato. Premetto che il tema dell'amore, dei sentimenti è molto toccante e importante per me. L'amore è un sentimento magico e misterioso, dalle mille sfaccettature e nessuna storia, nessuna decisione presa all'interno di una coppia può essere equiparata ad un altra o ritenuta simile. L'amore è troppo complicato. Ma l' amore è la vita stessa e non ci può essere cosa più bella al mondo, per quanto ci faccia soffrire.
Il consiglio che do sempre? Seguite il cuore e lasciate da parte l'orgoglio, solo così supererete tutte le prove che l'amore frappone.

Questo post ha come oggetto quel gesto invisibile ma che ci fa star bene...IL PERDONO.
Un antico proverbio recita "Errare è umano"... e non c'è nulla di più vero. Tutti noi, in situazioni diverse, commettiamo errori. A volte siamo noi stessi a rimetterci. Altre volte a pagare le conseguenze è il prossimo. Allora non resta altro da fare che pentirsi, cercare di rimediare, chiedere SCUSA. Ma dare e ricevere un perdono non sono gesti automatici. Bisogna liberarsi dalle emozioni negative, far decantare l'ansia, riappacificare testa e cuore. SI DEVE LAVORARE SU SE STESSI. Rielaborare la bruta esperienza e prendersi cura del dolore. Avere pazienza, lasciare che il tempo passi. Dirsi la verità. Ecco i passaggi che portano alla strada giusta. Quella in cui, senza più esitare, ci si guarda negli occhi e si decide di togliersi di dosso un peso del passato.

TI PERDONO...e si apre una porta magica.

Prima di tutto niente più eccessive rimuginazioni: "Perché l'ho fatto?" pensa chi ha commesso l'errore. "Perché lo ha fatto?" pensa chi lo ha subito.
Entrambi hanno un fattore in comune: non smettono di pensare l'uno all'altro, di chiedersi se sarebbe potuta andare diversamente. Si chiudono in se stessi, soffocati da pensieri indecifrabili. Semplicemente, rimuginano. Ed è la prima cosa da evitare, durante la quale si da più adito al lato negativo che a quello positivo della faccenda, si perde il contatto con la realtà , riemergono vecchie ferite personali, si perdono tempo ed energie, ci si sovraccarica di preoccupazioni inutili.

Chi fa il primo passo?
orgoglio e presunzione: ecco il duetto perfetto, che spesso può creare serie difficoltà nei rapporti interpersonali. Rimanere immobili sulla propria posizione non agevola, infatti, il cambiamento. E' come ritrovarsi a fare il gioco del silenzio: chi parla per primo, perde; chi resta sulle sue, vince. Per fortuna nel perdono non ci sono ne vincitori ne vinti.
Il perdono può dare una seconda chance che può giovare ad entrambi: come quando amiamo qualcuno e siamo disposti a superare. O ancora quando siamo in buona fede e, nonostante la ferita che ci è stata arrecata, sappiamo che l'altro non ha agito con "cattiveria".

UN BALSAMO PER L'ANIMA
Il vero perdono, però, non nasce dall'auto convinzione ne dalla paura della perdita. E' UN PROCESSO AUTENTICO, NATURALE E SPONTANEO. Le parole "ti perdono" sono come il "ti amo": arrivano quando si sentono con il cuore, non quando si programmano con la testa.
Imparare a perdonare si può. In fondo non c'è nulla da perdere, anzi...è incredibile come un gesto invisibile possa farci sentire subito meglio

domenica 20 settembre 2015

A ME E A CHI CREDE IN ME. E A VOI, PERCHE' DOVETE CREDERE IN VOI.


Un post riflessivo, che possa portare speranza a tutti noi che stiamo vivendo un momento difficile. Poche parole di introduzione, basta solo leggere con occhi e cuore.

Un abbraccio e buona rinascita:)

Federica



Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.



Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare.





Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete!Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.




E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore."Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.

E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.

Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. 
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.


Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".


Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.

Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l'aspetti...

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?